All'età di sei anni, Adora Nwodo ha deciso di diventare ingegnera del software; ora sta programmando il futuro

All'età di sei anni, Adora Nwodo ha deciso di diventare ingegnera del software; ora sta programmando il futuro

Adora Nwodo è la definizione di versatilità. È ingegnera del software presso Microsoft, fondatrice dell’organizzazione non profit NexaScale, autrice, content creator e DJ. Adora è cresciuta a Lagos, in Nigeria. Quando aveva sei anni, la sua famiglia acquistò un computer, ed fu allora che scoprì la sua vocazione. Oggi utilizza le sue competenze, la sua esperienza e il suo interesse per la tecnologia per costruire il metaverso. Protagonista di questo mese della serie Logitech MX #WomenWhoMaster, Adora racconta come restare fedele a sé stessa le abbia permesso di trasformare una passione coltivata fin dall’infanzia in una carriera nella programmazione.

  

D: Quando è nata la tua passione per la tecnologia?

Quando avevo sei anni, mio padre portò a casa un computer. Lo usavamo tutti. È stato allora che ho iniziato a fare cose al computer. Con CorelDRAW disegnavo dei biglietti (orrendi) ma stavo comunque creando qualcosa. Usavo PowerPoint per scrivere sceneggiature e PageMaker per realizzare poster e grafiche. Imparavo divertendomi. Poi abbiamo ottenuto l'accesso a Internet e ho scoperto Phoebe.net. È così che mi sono avvicinata alla programmazione. Mi affascinava l’idea di costruire qualcosa. La prima cosa che realizzai fu una semplice calcolatrice capace di sommare, sottrarre, dividere e moltiplicare. In quel momento capii che volevo diventare programmatrice.

Adora Nwodo

D: La tua famiglia ha sostenuto i tuoi interessi?

I miei fratelli maggiori e mia madre mi hanno sostenuta, ma mio padre no. Voleva che studiassi legge. A dodici anni, però, ho scelto di orientarmi verso le materie STEM: volevo davvero fare qualcosa che mi piacesse.

Ho sempre pensato che, se riesci a unire il talento a una passione autentica per ciò che fai, il successo arriva.

Alla fine, mio padre ha accettato la mia scelta per le STEM. Ma voleva che diventassi ingegnera informatica. Io gli dissi: “No, ho fatto le mie ricerche. L’ingegneria informatica mi porterebbe verso l’hardware. Io non voglio occuparmi di hardware: voglio scrivere codice, voglio studiare informatica”. Ho dovuto convincerlo che era davvero questo ciò che volevo fare, e spiegargli perché.

D: In cosa consiste il tuo lavoro e come ci sei arrivata?

Il mio primo lavoro è stato uno stage come sviluppatrice software in un’agenzia pubblicitaria, durante l’università. Dopo lo stage sono rimasta a lavorare lì fino alla laurea e poi ancora per un anno. Poi, nel 2019, sono stata assunta da Microsoft.

Nel mio ruolo attuale lavoro sulla realtà mista nel cloud. In pratica, sono una delle persone che stanno costruendo il metaverso. Il mio lavoro comprende sviluppo software e ingegneria del cloud. La sicurezza è fondamentale, quindi a volte mi occupo anche di attività legate alla conformità in ambito security.

D: Come fai a dare il meglio di te sul lavoro?

Per me portare tutta me stessa al lavoro significa dare il massimo, saper difendere il mio valore e impegnarmi per aiutare anche gli altri. È importante non solo supportare le persone nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche essere per loro una mentore e una voce di supporto.

D: Quali sono le principali competenze STEM che dovrebbe apprendere la prossima generazione?

Prestate attenzione alle tecnologie emergenti. Una delle competenze più importanti oggi è la cybersecurity. Moltissime aziende operano online e le minacce sono numerose. Per questo è fondamentale investire nella sicurezza informatica, e farlo richiede sempre più talenti. Anche le competenze in intelligenza artificiale sono cruciali, perché gran parte del mondo si sta muovendo verso l'IA e l'apprendimento automatico. Allo stesso modo, è importante sviluppare competenze di cloud engineering e blockchain.

Le competenze digitali non sono utili solo ai ruoli tech tradizionali. Le nuove generazioni possono andare oltre gli aspetti puramente tecnici e lavorare come social media manager, esperti SEO, product designer, product manager, growth manager o marketer.

Gli ingegneri costruiscono cose straordinarie, ma servono anche persone capaci di portarle sul mercato. E per ricoprire tutti questi ruoli sono comunque necessarie competenze digitali.

D: Cosa ti ha ispirata a fondare l’organizzazione non profit NexaScale?

C’è un problema molto comune che ho notato tra chi è all’inizio della carriera nel tech: molte persone seguono tantissimi corsi, ottengono certificazioni da diverse organizzazioni e possono dimostrarlo, ma poi faticano comunque a trovare lavoro. Ho incontrato persone con fino a quattro certificazioni nello stesso ambito che hanno dovuto accettare lavori completamente diversi, perché lì vedevano un’opportunità immediata e avevano bisogno di soldi. L’obiettivo principale di NexaScale è creare programmi che aiutino le persone ad avviare e far crescere una carriera nelle STEM. Collaboriamo con partner per tirocini e programmi di inserimento lavorativo, contributi open source e hackathon. Volevo creare qualcosa che permettesse alle persone di realizzare progetti concreti, così da costruire portfolio solidi in grado di aumentare la loro occupabilità.

D: Cosa rende NexaScale diversa dagli altri programmi tech?

Non insegniamo competenze tecniche di base, ci sono già molte realtà che lo fanno. Alcuni dei nostri membri accedono a tirocini e opportunità entry level attraverso i nostri programmi, mentre altri seguono corsi pensati per crescere professionalmente. Il nostro obiettivo è aiutarli a contribuire al mondo della tecnologia digitale con le competenze che hanno già acquisito e siamo costantemente alla ricerca di nuove partnership per rendere tutto questo accessibile a tutti.

Sono una donna che lavora nelle STEM, e il mio sogno è che anche altre donne possano costruire una carriera in questo ambito.

Un altro filone del lavoro di NexaScale consiste nel visitare scuole superiori e parlare alle ragazze più giovani delle opportunità di carriera nelle discipline STEM. Con il consenso dei genitori e dei consigli scolastici, stiamo anche creando programmi di mentorship STEM per offrire loro il supporto necessario quando inizieranno il loro percorso professionale.

D: Immagina che la tua pronipote scelga la tua stessa carriera. Si laureerà nel 2100. Come vorresti che fosse il suo futuro?

Qualunque sarà il panorama tecnologico del futuro, spero che sia lei a costruirlo e che eccella nel settore in cui sceglierà di lavorare. Vorrei che fosse una leader nel suo ambito, magari coinvolta nella comunità in cui vive, capace di restituire valore e di “passare il testimone”, proprio come ho fatto e continuo a fare io.

Connettiti con Adora su LinkedIn, Instagram, Twitter e YouTube. Scopri di più sul suo lavoro sul suo sito web o acquista i suoi libri Cloud Engineering for Beginners e Beginning Azure DevOps.

Women Who Master accende i riflettori sulle donne che hanno dato un contributo eccezionale alle discipline STEM. L'obiettivo della serie è celebrare tali contributi, ispirare le future leader e contribuire a colmare il divario di genere nella tecnologia.